SARDEGNA

Sono di parte e campanilista ma la Sardegna oltre ad essere la mia terra è veramente bellissima, fino adesso non è stata inserita nel sito perché l'ho sempre considerata rientrante nella normalità e non un viaggio. ma adesso dopo 7 anni di lontananza ogni volta che vado, mi accorgo di quanto è bella,  adesso voglio condividere questo tesoro con voi e dare qualche consiglio da viaggiatore ad altri viaggiatori per chi vuole vedere una Sardegna vera!
Periodo migliore per visitare la Sardegna è primavera  e autunno, il mio lato preferito dell'isola è il sud e la costa occidentale, quello rimasto ancora selvaggio e risparmiato dalla speculazione edilizia. Partiamo da Cagliari andiamo in direzione sud, destinazione l'Isola San Pietro oppure comunemente chiamata Carloforte per via dell'unico centro abitato dell'isola. 
Giunti a Portoscuso andiamo a Portovesme il porto industriale da cui prenderemo il traghetto per Carloforte. La durata del viaggio è di circa 40 minuti abbastanza piacevoli.  
L'isola di San Pietro è un posto meraviglioso, gli abitanti dell'isola sono di lontane origini liguri, per quanto riguarda la storia vi rimando al sito:
www.carloforte.net/storia.html

La storia di Carloforte

Cenni storici

Marina di Carloforte
La marina nel 1920
Si narra che l'apostolo Pietro, di ritorno dall'Africa e diretto a Roma, avrebbe sostato nell'isola a causa di una tempesta: da qui l'attuale suo nome di Isola di San Pietro.
Benché mai stabilmente abitata sino al 1738, nel corso dei secoli l'isola offrì riparo alle navi fenicie, greche e cartaginesi. Probabilmente più a lungo sostarono i romani: nel 1878 fu rinvenuta un'intera necropoli che lasciò presupporre l'esistenza di un'intera stazione militare.
Nel 1738 fu colonizzata dagli abitanti di Tabarka, un'isola tunisina, colonia ligure di proprietà dei Lomellini, allora signori di Pegli, che allo scopo di sfruttare i ricchi banchi di corallo l'avevano popolata con pescatori quasi esclusivamente pegliesi.
I motivi che spinsero i tabarkini ad abbandonare l'isola furono soprattutto l'impoverimento dei banchi di corallo, la limitata estensione dell'isola, che non era più in grado di soddisfare le esigenze di una popolazione che nel frattempo era cresciuta notevolmente, ed inoltre le continue molestie dei corsari e dei Bey di Tunisi e di Algeri.
Fu per questi motivi che conosciuta l'intenzione del Re di Sardegna Carlo Emanuele III, di voler procedere alla ripopolazione della Sardegna ne approfittarono per lasciare definitivamente Tabarka e stabilirsi nell'isola di San Pietro ove si dedicarono alla pesca del corallo, del tonno per mezzo delle tonnare, ed alla produzione di sale. 
Una parte della comunità tabarkina restò a Tabarka, che nel frattempo fu invasa prima dai tunisini, poi dagli algerini. Quest'ultima incursione rese completamente deserta l'isola e la popolazione venne ridotta in schiavitù. Gli schiavi furono riscattati dal Re di Spagna Carlo III, il quale li inviò ad Alicante per poi assegnargli nel 1770 la piccola isola di San Pablo, 9 miglia a sud di Alicante, ribattezzata dai profughi tabarkini Nueva Tabarka.
Nel 1793 l'isola fu occupata dai francesi che la rinominarono "L'isola della libertà" . L'occupazione fu comunque di breve durata e non apportò modifiche sostanziali dal punto di vista sociale, morale e politico.
Ben più dolorosa fu invece nel 1798 l'incursione barbaresca: circa 500 corsari capeggiati dal rais Mohamed Rumeli misero a ferro e fuoco Carloforte, facendo 933 prigionieri che deportati in terra d'Africa vissero in schiavitù per ben 5 anni. La liberazione avvenne solo dopo fervide trattative internazionali.
Queste occupazioni indussero i Carlofortini a costruire le mura di cinta intercalate da una serie di fortini. Purtroppo oggi delle vecchie mura è rimasta solo il lato ovest, interrotto tra l'altro dalla costruzione delle scuole elementari
Bilancelle Carlofortine
Bilancelle carlofortine a Portovesme (1890)
Nella seconda metà dell'ottocento Carloforte visse il periodo di maggior benessere, grazie al trasporto di minerali estratti dai ricchi giacimenti situati sulla costa vicina da parte di grandi società minerarie francesi, belghe ed inglesi. Infatti mancando in questi luoghi dei veri e propri porti, Carloforte divenne punto d'appoggio e porto d'imbarco del minerale.Incominciava la gloriosa, per quanto umile, epoca dei "Battellieri". Schiavi di ritmi di lavoro disumani, uomini dalla tempra d'acciaio nonché validissimi marinai, che provvedevano alle operazioni di carico e scarico portando sulle spalle le "coffette" di minerale.
A questa stagione seguì un periodo particolarmente significativo, quello della costituzione di leghe e sindacati, come quella dei "Battellieri", dei "Galanzieri" e quella dei "Lavoratori del mare": le prime associazioni di lavoratori in Sardegna e tra le prime in Italia. Nel 1911 a Carloforte si ebbe la prima amministrazione socialista della Sardegna.
In seguito alla crisi delle miniere che colpì tutto il bacino del sulcis-iglesiente e del guspinese, i carlofortini tornarono alle antiche attività come la pesca, le saline e soprattutto la navigazione.
Ai giorni nostri lo sviluppo economico dell'isola è legato principalmente al turismo, che va aumentando di anno in anno, grazie alle bellezze naturali del luogo ed anche ai notevoli sforzi degli operatori del settore.


Gli abitanti dell'isola fondamentalmente non si sentono sardi, come gli stessi sardi non si sentono italiani. Oggi posso capire questo sentimento, a parte l'appartenenza geografica con la Sardegna hanno ben poco in comune, si parla un dialetto ligure, la cucina e gli usi e costumi sono completamente diversi.
L'isola ha un mare fantastico, le sue coste e le sue spiagge sono veramente meravigliose.
Posto che consiglio di andare assolutamente a vedere è la scogliera della Conca, un mare cristallino, delle rocce piatte che sembrano fatte apposta per coricarsi.


Scusate se ho inserito solo foto di scogliere, nell'isola ci sono delle calette incantevoli, ma sono un appassionato di rocce, la sabbia la trovo invadente e fastidiosa e l'acqua è subito profonda. 
Altra scogliera da visitare assolutamente è Punta delle Oche
anche se sono appena tornato dalla Sardegna, inutile dire che guardando le foto vorrei essere li a fare un tuffo!
Comunque a parte le bellezze naturali delle coste, il paese Carloforte è veramente carino, la cucina è un misto tra Tunisia e Liguria, piatto tipico del posto è una variante del Cous-cous, si tratta di un cous-cous di sole verdure, le focacce e pizzette le trovi a qualsiasi ora.

FINE PRIMA PARTE

Andati via da Carloforte ci stabiliamo alla bellissima e unica Cagliari,

Cagliari non solo perché si tratta della mia città, ma  è una città bellissima piena di vita, ottima base per delle escursioni in posti assolutamente meravigliosi.

Come detto nella pagina dedicata New York, considero Cagliari una piccola New York, i cagliaritani come i newyorkesi tengono tanto al loro status, non bisogna mai confondere Cagliari con qualche comune confinante, è una città con un suo piccolo Central Park, al centro della città è presente l'orto botanico un'oasi al centro della città,



la  vita notturna è molto viva, Cagliari è una città che sia d'inverno o d'estate le notti non terminano mai,  se hai fame puoi trovare da mangiare anche alle 2 di notte, per quanto riguarda il mare se ci sono problemi di tempo, in 10 minuti si può arrivare alla spiaggia del Poetto, si tratta di una spiaggia lunga 15 km con i suoi chioschetti e i suoi stabilimenti balneari, ma le spiagge libere sono le maggiori. 

Se invece hai un po di tempo in 30-45 minuti si può arrivare in bellissimi posti, Villasimius, Chia anche se conosciuti ma vale la pena andarci, se andate ad Aprile, Maggio avrete la spiaggia tutta per voi con delle temperature quasi estiva.


Cagliari è un città in pieno movimento che continua ad aumentare, da un anno all'altro si vedono dei cambiamenti incredibili, l'offerta per i turisti è in continuo aumento. Nella mia ex scuola superiore (D.A. Azuni), che si trova in pieno centro, è stato realizzato un Hostel Backpackers - www.hostelmarinacagliari.it

Cagliari è una città da vivere, non è una classica città d'arte con il suo tour turistico, ma la bellezza di questa città è proprio la città stessa con la sua vita, la sua movida sempre in movimento che non si ferma mai, con i suoi angoli nascosti dove c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire oppure la Cagliari citata più volte nei romanzi di Massimo Carlotto (scrittore padovano che ha fatto di Cagliari la sua residenza)

Per ammirare questa bellissima città, vi segnalo il sito dell'amico fotografo Ivan Sgualdini, dove potrete fare dei bellissimi tour a 360° della città e di altre parti poco conosciute dell'isola: www.ivansgualdini.it
Lasciata Cagliari andiamo a mio parere nella costa più bella di tutta l'isola, arriviamo fino ad Iglesias e costeggiamo la sua costa fino ad arrivare ad Oristano passando per le spiagge di Arbus.

Passiamo davanti ai faraglioni di Nebida e Masua con il suo Pan di Zucchero, è una costa che ogni volta che vado mi lascia senza fiato per la bellezza. 
Facciamo sosta nella bellissima caletta Cala Domestica, una spiaggia in mezzo a chilometri di roccia

Continuiamo a costeggiare il lato occidentale dell'isola passando per  la costa di Arbus con le sue incredibili spiagge Scivu e Piscinas, chilometri di sabbia dove anche in pieno agosto se avete voglia di camminare, la persona più vicina sarà ad almeno 100 mt.




1 commento:

  1. Carissimi Moni e Andrea, grazie alla vostra divertentissima cartolina con il nuovo indirizzo, ho pensato di visitarvi prima di tutto sul vostro sito qui!
    ...... e trovato un sacco di belle cose ancora tutte da leggere.
    Per il momento vi faccio tanti complimenti per il belissimo sito e un mondo di auguri per tanta felicità e serenità nel vostro nuovo nido.
    A prestissimo con un abbraccio!

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Grazie Andrea e Moni