MESSICO




Arriviamo in Messico, aereoporto di Cancun e ci dirigiamo subito alla Isla Mujeres (piccola isola di fronte a Cancun) per incontrare una cara amica che vive a New York e passare qualche giorno insieme a lei. Il mare della costa dello stato di Quintana Roo è bello, ma troppo turistico e troppa gente. Io (Andrea) essendo sardo, sono sinceramente abituato meglio di questo. Le spiagge sono attrezzatissime e affollate, i servizi non mancano, i ristoranti che trovi direttamente in spiaggia, offrono delle porzioni esagerate, una porzione di Nachos (piatto tipico Messicano) ci mangiano tranquillamente 3 persone, ma sono porzioni per Americani! Sempre esagerati!!!
Comunque in ogni caso il soggiorno è stato piacevole, ogni tanto comportarsi da turisti fa piacere! 


Forse qualcuno penserà che turisti/viaggiatori siano la stessa cosa, ma non è così, li distinguete subito da questo:
- turista = trolley, aspetto curato, soggiorna in ottimi alberghi e si affida ad un'agenzia di viaggi.
viaggiatore = zaino, aspetto trasandato, soggiorna in ostelli e si affida alla guida Lonely Planet. 

Naturalmente non avremo mai abbandonato i nostri affidabilissimi zaini per un trolley, finito il nostro soggiorno alla Isla Mujeres e salutata l'amica, iniziamo il nostro viaggio. Prima tappa, partiamo da Cancun con l'autobus diretti alla bellissima e tappa obbligata Chichén Itzá, fermandoci una notte nell centro abitato Valladolid (consigliamo i caffè o cappuccini, della catena Oxxo, quando vedrete qualcuno con un bicchierone, arriva da Oxxo). Purtroppo tutto il materiale fotografico di questa parte del viaggio è andato perduto a causa del furto di una chiavetta usb, dove erano state memorizzate le foto della macchina digitale. L'atmofera interna ed esterna, a causa dei numerosi ambulanti è un po deludente, ma il sito archeologico é bellissimo, sopratutto se vi trattenete per ammirare lo spettacolo notturno. Lasciata Valladolid ci fermiamo a Campeche, sia città che stato che si affaccia sul mare del Golfo del Messico, la città è carina come tutte le città Messicane. Lasciata Campeche, ci dirigiamo al bellissimo sito archeologico maya di Palenque in mezzo alla jungla, 
Palenque la città merita solo di andarci per comprare qualcosa, mentre la zona del sito è un'ottimo posto per soggiornare, ci siamo stati due volte, sia all'andata e al ritorno, è un punto di ritrovo dei viaggiatori al ristorante pub Don Mucho's, dove si passa le sera a bere qualche birra e ascoltare della buona musica dal vivo. Nell'omonimo ristorante / pub Don Mucho's circondato di ostelli con relativi Bungalow, si è installata una comunità Hippie, a guardarli con quell'aria spensierata e rilassata un po' di invidia ti viene! 







Il viaggio continuerà a 
San Cristobal de Las Casas
una bellissima città coloniale, qua la sosta diventerà la più lunga del viaggio dopo aver 2conosciuto ed esserci
affezionati a "Maria e Cristina" due bambine di strada, che vivono della vendita di piccoli oggetti di artigianato. Ci hanno tenuto compagnia durante il nostro soggiorno, l'unica cosa che abbiamo potuto fare per loro è stato di comprarle delle scarpe, arrivato il momento di partire abbiamo dovuto salutarle con rammarico, ci sarebbe piaciuto adottarle e portarle via da un destino di abusi e maltrattamenti.

Questo purtroppo sarà il loro destino, come quello della gran parte delle donne del Chiapas, vittime del machismo messicano, dove la donna viene considerata meno di zero....
San Cristobal con il suo mercato è anche un bellissimo posto dove comprare oggetti di artigianato, una caratteristica che hanno i Messicani è il baratto, quando ti dicono un prezzo, devi barattare per forza, il prezzo annunciato comprende il margine di baratto che hanno intenzione di fare, quindi non per essere tirchi, fa parte della loro cultura! Una visita da fare assolutamente è la chiesa di San Juan Chamula, raggiungibile con l'autobus o un collectivo (mezzo tipico del sud e centro america, un furgone da 9 persone, dove vieni raccolto lungo la strada, e paghi subito al conducente) da San Critobal in circa 30 minuti. 
Un posto mistico tra sacro e profano, entri e ti trovi una scena incredibile, ci sono indios seduti per terra che pregano, facendo rituali tipici, accendendo delle candele nel pavimento, uccidendo polli, niente panche e sedie ma paglia, poi l'ambiente saturo di incenso che avvolge tutta la chiesa, questa scena appena entri ti lascia senza fiato. Qui è proibito fare fotografie, se ti vedono fotografare ti ammazzano di botte!! 



Da San Cristobal ci fermiamo a Boca del Cielo vicino al confine con il Guatemala, si tratta di una lingua di sabbia in mezzo al mare, raggiungibile solo con un imbarcazione, trovi la laguna da una parte e l'oceano dall'altra, è un posto fuori dai percorsi turistici, 


abbiamo alloggiato in una capanna nella spiaggia, il proprietario era un simpatico vecchietto messicano di nome Joaquim, che non faceva altro che vantarsi di quante


donne aveva, ma all'arrivo della moglie stava zitto e cambiava subito argomento. 

Andrea un giorno decide di andare a pesca sub insieme a lui e un altro personaggio abbastanza rozzo del posto, Andrea abituato a fare pesca subacquea in Sardegna, dove la trasparenza del mare non è paragonabile, lo portano nella laguna in mezzo alle mangrovie e coccodrilli, la pesca consisteva di strisciare sotto le mangrovie con un ferro tenuto da un elastico, la visibilità era pari allo zero, l'unico suo pensiero era il coccodrillo, un'esperienza da non ripetere!




Dopo tre giorni, siamo andati via abbastanza di fretta, a causa delle continue offerte di droga che ricevevamo e la troppa confidenza che si voleva prendere il personaggio rozzo del posto, comunque Joaquim si era affezionato, quando l'abbiamo salutato si vedevano dietro quella finta scorza da duro aveva gli occhi lucidi.
Iniziamo il nostro viaggio di ritorno, facendo di nuovo tappa San Cristobal de Las Casas, da qui decidiamo di andare a Nahaa il villaggio dei Lacadon, uomini vestiti di una tunica bianca, documentati con delle bellissime foto dalla svizzera Trudy Blom, dobbiamo ammettere che la visita è stata abbastanza deludente,
pensavamo di trovare ancora una realtà come nelle foto, invece era un normale villaggio, con abitanti dotati di pick-up che andavano avanti e indietro, l'andata è stata colorita da un ubriaco, che durante il viaggio, non faceva altro che chiamarci Americanos! 
Che avevamo mucho dinero!!
Arrivati di nuovo alla Isla Mujeres finisce il viaggio, qua festeggiamo il natale, e devo dire che vedere le palme, addobbate come alberi di natale, fa uno strano effetto.
Il nostro viaggio in Messico non è stato il classico tour, abbiamo visto un Messico che nelle spiagge turistiche non si vede, abbiamo conosciuto tantissime persone di diverse nazioni, abbiamo visto delle realtà che molte volte non si vuole vedere, a pensarci forse non siamo i soli che Vogliono Andarsene!


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Grazie Andrea e Moni